Questo articolo ribadisce la volontà di ASPIS di aprire anche a contributi di origine e taglio diverso dal solito. Tuttavia, è indispensabile precisare che

le opinioni in esso espresse non riflettono le posizioni di ASPIS, né sono da ASPIS o da uno dei suoi membri in qualsiasi modo avallate.


Da oggi, ASPIS inizia una continua collaborazione con Il Priorato di Sion e il suo Segretario Generale, Gran Maestro Marco Rigamonti. L’obiettivo di questi articoli dedicati, è far giungere a Lettori e Lettrici di ASPIS il vero senso esistenziale che connota i fondamenti del Priorato, rendendo fruibili al grande pubblico le perle exoteriche ivi contenute. ASPIS è lieta di cooperare in tal senso con il fine di trasmettere, in maniera trasparente, quante più informazioni possibili e trasparenti, aldilà del percepito disordinato, frutto di anni di web selvaggio.

Una spiegazione universale per ogni crisi o altro fenomeno sociale attuale

La Tradizione ci insegna che esiste un ciclo di vita perpetuo ed universale, il quale raggiunge un suo picco di massima completezza e realizzazione in ogni cosa, una volta raggiunto questo picco, si innesta un ineluttabile ed inarrestabile processo di degenerazione e disfacimento dell’oggetto, della creatura o del fenomeno in questione e questa legge è universale, dal momento che è osservabile e riscontrabile in tutto quello che esiste.

L’universo è frattalico e questo è osservabile in natura e sotto molti suoi aspetti; la bambola Matrioska, tipica della tradizione russa, è una metafora che ritrae e simboleggia questa verità; si può quindi arrivare ad osservare lo stesso fenomeno del frattale, anche in diversi ambiti non accademicamente convenzionali e questo per quanto apparentemente clamoroso e stupefacente, è in realtà assolutamente coerente, logico e riscontrabile.

Se prendiamo come primo ordinario esempio un comunissimo fiore, vedremo che esso crescendo sboccierà, man mano raggiungendo la sua fase di massima completezza e splendore che è piuttosto breve e limitata nel tempo, per poi iniziare una fase di declino che porterà il fiore ad appassire fino a ricongiungersi con la terra.

Andando invece su qualcosa di più specifico e vicino all’uomo, prendiamo ad esempio l’evoluzione ed il declino di un atleta. Se noi osserviamo la carriera di qualsiasi atleta esistente o esistito, che sia arrivata alla conclusione, potremo osservare lo stesso fenomeno, con l’aggiunta significativa del fatto che nessuna misura tecnica e nessuna conoscenza o investimento di volontà può invertire il processo, ovvero, una volta che un atleta ha raggiunto il suo stato di massima perfezione ed evoluzione, dopo il più o meno breve periodo di stabilità, inizia una inesorabile ed ineluttabile fase di declino, che è soggettiva nei tempi ma la quale, una volta iniziata, è assolutamente irreversibile e l’età non centra, dal momento che questo succede talvolta anche quando gli atleti sono ancora giovani per la disciplina che praticano.

Quando questa fase inizia, succede perchè scatta un meccanismo che rende in qualche modo coscienti a livello istintivo e latente di essere arrivati ad un punto di massima realizzazione e completezza in quell’aspetto oltre il quale è impossibile andare in relazione alle proprie potenzialità soggettive e, visto che niente può restare in stasi, ma tutto è e resta in perenne movimento (nonostante l’illusione e gli sforzi di molti), la parabola inizia a tendere verso il “basso”, verso un rilassamento che è l’inizio di una naturale e coerente inversione di marcia. Ovviamente non fanno testo i casi di atleti che hanno subito un calo prestazionale a causa di incidenti, malattia, alcool o altri vizi e poi si siano carrieristicamente ripresi, dal momento che questa interferenza potrebbe essere avvenuta quando il loro “ciclo” in ambito sportivo non era ancora arrivato all’apice.

La stessa cosa è chiaramente riscontrabile anche negli animali, nelle persone ed in ogni creatura nel suo ciclo vitale; se osserviamo una persona negli anni, potrà sembrarci pressochè identica, durante le fasi a cavallo tra la giovinezza e l’immediata fase successiva, però, se si prende una foto di ogni mese della sua vita, vedremo che per pochissimo tempo, essa ha raggiunto il momento di massimo splendore congiuntamente allo sviluppo più completo dei tratti fisionomici, per poi iniziare quasi subito, una fase seppur lenta e graduale, di irreversibile declino.

Non fermandoci a quanto già esaminato, portiamo la nostra attenzione su qualsiasi altra dinamica o fenomeno osservabile e vedremo che tale legge si ripresenterà puntualmente ed ineluttabilmente; immaginiamo una banale conversazione tra due individui, essi cominceranno a scambiare una serie di informazioni tra di loro, allo scopo di completare insieme l’esposizione di un argomento e trarre delle conclusioni. Anche in questo caso, la conversazione in questione, raggiungerà una sua fase di massimo splendore e magnificienza, fino a quando non arriverà un momento nel quale ambedue i partecipanti alla discussione si renderanno conto di non potere aggiungere niente di più, attingendo dal proprio bagaglio e comprenderanno che anche dall’altra parte è così; a quel punto, la conversazione stessa, come ogni altra cosa o fenomeno della natura e dell’Universo, inizierà il suo declino, dapprima diventando piatta e banale per poi magari scadere nell’ironia o venir troncata.

Lo stesso è osservabile nei rapporti di coppia, quando pur se soddisfacenti, si verificano infedeltà dei partner; è frequente sapere di uomini o donne i quali pur se ancora attratti e coinvolti sentimentalmente dal partner, si ritrovano ad essergli infedeli, pur avendo una situazione sentimentale considerabile stabile ed appagante. La ragione di questa apparente incoerenza è sempre la stessa, ovvero che nulla rimane in stasi ed ogni cosa resta in inesorabile movimento pur contro la propria volontà cosciente ed oltre a ciò, tutto è, senza eccezioni, soggetto alla naturale parabola dell’esistenza che rispetta un ineluttabile ed implacabile processo dinamico e progressivo di nascita, crescita, raggiungimento di un apice e declino fino all’estinzione.

Le uniche cose che si salvano da questo inesorabile ed ineludibile ciclo sono quelle realmente eterne e fondamentali, le quali si manifestano nell’uomo solo raramente, proiettate da qualcosa che non è di materia e non è di carne, una di queste cose è l’autentico sentimento di amore, il quale però non centra con l’ordinario rapporto cosiddeto “amoroso” che è quasi sempre basato su fondamenta in realtà meramente erotico-mentali le quali danno movente ai due di vivere situazioni che poi indirettamente danno vita al principiare di (pseudo) sentimenti che però non nascono tanto per gli aspetti profondi della persona, ma più a causa di fattori estetici e/o psicologici, dimostrandosi quindi in fin dei conti sentimenti relativamente profondi e reali; l’autentico sentimento di amore invece nasce da quelle affinità profondissime e fondamentali dell’essere, attraverso le quali due individui si riconoscono e attraverso le quali si scelgono ed iniziano insieme un cammino, attraverso un rapporto che è un mutuo completamento, il quale avviene attraverso il relazionarsi esprimendo e vivendo reciprocamente certi aspetti interiori profondi.

Una semplice stima delle probabilità può dimostrare con facilità che questo è molto più facile che capiti con chiunque altro che non proprio con qualcuno che ci attrae eroticamente per ragioni estetiche e/o mentali.

KALI YUGA : Crisi umana, morale, economica e spirituale

banner_priorato_sion_sito IL CICLO PERPETUO DELLA VITAĖ di grande attualità, parlare di crisi economica, quando in realtà affrontare questo argomento singolarmente, non è sufficiente a spiegare cosa realmente oggi stia succedendo.

La crisi attuale, come qualcuno ha già compreso, non è solo economica (che ne è l’aspetto diciamo più evidente e “clamoroso” per i più), ma è anche umana, morale e spirituale.
La domanda che da questa prospettiva, possiamo finalmente permetterci di fare è “perchè”?

La risposta, è sempre la stessa, ovvero il perpetuo ed ineluttabile ciclo vitale che implacabile ed inesorabile sta avendo il suo naturale ed ovvio corso, come sempre è stato, è e sarà; questa volta non osservato su di un singolo fenomeno, elemento o creatura, ma sull’umanità nel suo insieme.

L’umanità, come ogni cosa, ha avuto un’origine ed attualmente ha raggiunto già il suo picco di perfezione e splendore avendo così già avviato da tempo la sua fase di irreversibile ed implacabile declino.

Per rendersi conto basta cronologicamente volgere lo sguardo al passato, all’umanità, all’arte e alla condizione attuale.

Prendiamo ad esempio, solo per cominciare, alcune grandi architetture del passato, come Castel Sant’Angelo a Roma, il Cremlino di Mosca, la Basilica di S Maria Novella di Firenze, Il Palazzo Ducale di Venezia, il Palazzo di Westminster di Londra con la torre del Big Ben e via dicendo oppure il rinascimento italiano e tutte quelle grandi manifestazioni di genio, che si presentavano per segnare nuovi “picchi”, che oramai sono inarrivabili oltre che insuperabili.

É evidente che quel livello di espressione del genio creativo, che poi è il vero ed autentico genio, in grado di catalizzare e riassumere la conoscenza e l’essenza singolarmente in qualcosa, sia oramai alle spalle dell’umanità attuale; al posto di questo, c’è un progresso basato non sulla vera intelligenza e sull’autentico genio, al quale istintivamente, non si mira più, avendone già raggiunto il picco, ma bensì è iniziata l’inesorabile ed irreversibile agonia di questo ciclo, che si manifesta attraverso una umanità, che per non restare “in stasi”, sviluppa il proprio apparente e di fatto illusorio “progresso” sulla tecnica e sull’esasperazione di quest’ultima al posto di una evoluzione viva e genuina, fase che faceva parte di un ciclo già alle spalle.

Si tratta di un progresso quindi, solo “di fatto” e non “di sostanza”; non è più il momento delle innovazioni fondamentali, ma della continuazione e della ulteriore elaborazione del calcolo su quello che già c’è; non è più il momento del costruire per il bene del tutto e di tutti ma è l’epoca della furbizia in luogo della saggezza.

Non si tratta quindi di una intelligenza saggia, quella moderna, ma tendenzialmente nozionistica, non è l’era della “conoscenza”, ma del “sapere”, dove della prima è ricercata l’ “estetica” e non l’essenza.

Come nessuna cosa nel creato, neanche alcuna forma d’arte può sfuggire a questo irreversibile ed inarrestabile meccanismo; tra i più evidenti esempi nel mondo dell’arte troviamo la musica ed il cinema. Nei migliori casi non si fa che ripescare e rifare i capolavori del passato, aggiungendo vuote migliorie tecniche o insignificanti strategie di copione; giusto per fare un esempio, la commedia cinematografica di un tempo, corredata di contenuti poetici e di conoscenza, è un chiaro metro di paragone per osservare il fenomeno, tempi nei quali i protagonisti avevano anche uno spessore culturale ed intellettuale che dava consistenza ai contenuti, oggi questa realtà è rimpiazzata da una comicità demenziale, che non si basa più su di una sottile e raffinata ironia, forte di elementi culturali e psicologici complessi, ma bensi di attori ben più improvvisati che si prestano ad una comicità che trae la sua forza da una sterile e meccanica esasperazione dei paradossi, i quali a loro volta effettivamente non sono che una pura forma di calcolo. Non molto differente l’ambito musicale, dove oramai le voci vengono corrette con programmi appositi e le basi musicali sono montaggi di vecchi arrangiamenti o creazioni praticamente anonime per spessore e tristemente ordinarie che hanno il solo scopo di essere montate in uno Spot televisivo e permettere alla Star di turno di esibirsi, dal momento che, sempre in coerenza allo svolgersi del ciclo degenerativo attuale, anche nella musica, possiamo riscontrare facilmente questa degenerazione andando a ritroso; l’esempio più evidente è che dagli inizi per il pubblico a contare era la musica e non chi la faceva, gradualmente, ha contato sempre un po di più “chi” fosse l’artista, in questa fase finale invece, si può dire che conti essenzialmente solo il “personaggio” e non la musica che viene fatta. È altrettanto sconcertante quanto evidente che quasi nessun “musicista” degli ultimi vent’anni abbia anche una preparazione classica in materia musicale, e se ce l’ha non emerge in alcun modo, come invece emergeva chiaramente ad un orecchio esperto anche fino a pochi anni fa attraverso la maggior parte dei gruppi musicali moderni più popolari, dagli anni ’50 alla fine degli anni ’90 molti dei quali la preparazione musicale non poteva esser messa in discussione. Tutto questo sempre in coerenza con una vita, dotata di memoria storica, che ha già alle spalle il suo apice potenziale ma non può mantenersi in stato di stasi, quindi porta naturalmente e comunque avanti “il movimento” come possibile.

Le persone non escono più per le strade a passeggiare sperando di ritrovarsi casualmente, ma usano la tecnologia, i computer, i cellulari e i social network che molto spesso riescono addirittura ad appagarli senza farli nemmeno uscire di casa.

Avendo quindi toccato il picco della realizzazione del genio, visto che tutto è movimento e nulla può essere ridotto alla stasi, il ciclo continua non più con l’espressione del genio ma con l’esasperazione della tecnica e della tecnologia ed un approccio alla vita sempre più “mentale”, in riferimento all’applicazione di quel tipo di logica esasperata che diventa ottusità, anzichè consapevolezza illuminata.

Consideriamo che per chi ha compreso realmente la natura del fenomeno, tutto ciò non rappresenta altro se non una realtà naturale e coerente, che non si può condannare e non ha senso temere come non si può condannare un fiore che dopo aver raggiunto il suo massimo sviluppo e bellezza, inizi ad appassire per ricongiungersi con il terreno.

Ad ogni modo, non sarà questa una fase totalmente sterile, infruttifera e fine a se stessa, come si potrebbe pensare, in quanto l’uomo, che pare abbia deciso di accantonare la saggezza in luogo della pura “ragione” in senso spicciolo ed immediato, potrà sperimentare direttamente e sul piano reale gli effetti e le conseguenze di questo approccio e questo in qualche modo porterà, pur se in questa fase calante, un apporto di “conoscenza”, mettendo in evidenza attraverso le stesse conseguenze materiali, a quel punto fatte evidenze, le meccaniche che hanno portato a ciò e conseguentemente le cause che le hanno determinate; come un bambino che sperimenta l’indigestione dopo avere per la prima volta ingerito l’intero barattolo della Nutella.

 

Prieuré de Sion – Ordre de la Rose-Croix Véritas O.D.L.R.C.V.

 

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