L’Arca di Noè: una ipotesi precessionale (Prima parte)

da | Feb 25, 2017 | Religioni

Il libro della Genesi (dall’Ebraico בראשית bereshit “In principio”, dal greco Γένεσις “Nascita” o “Creazione”) è il primo libro delle Antiche Scritture dell’Ebraismo e del Cristianesimo raccolte rispettivamente nei rotoli della Torah e nei libri della Bibbia. Il libro della Genesi fu composto, presumibilmente, secondo l’orientamento predominante della critica storica ed esegetica, in una fase compresa tra il VI e il V sec. a.C., pur provenendo da una tradizione orale più antica che fu codificata per iscritto in forma documentale in epoca antecedente alla redazione definitiva che avvenne in epoca successiva all’esilio Babilonese (eventuali future scoperte di rotoli più antichi potranno retrodatare la redazione scritta). Secondo la tradizione Ebraica, i primi cinque libri della Bibbia (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio) furono redatti dal profeta Mosè dopo l’Esodo dall’Egitto nel XVI sec. a.C. e furono redatti in lingua ebraica. Secondo gli studiosi moderni il racconto della Genesi illustra alcuni temi teologici importanti come la Creazione dell’Universo, la Creazione dell’Uomo, la presenza del Male (e del Peccato per i Cristiani) nella vita umana, il tema dell’Alleanza tra Dio e l’Uomo attraverso la scrittura di racconti di profondo ispirazione morale e religiosa. In particolare nel Genesi la struttura della narrazione è suddivisa in 50 capitoli che possono essere così sintetizzati

– la Creazione

– il Peccato originale

– Caino e Abele

– I Patriarchi prediluviani

– Noè: il Diluvio Universale

– La Torre di Babele

– Gli Ascendenti di Abramo

– La storia di Abramo

– La storia di Isacco

– Isacco e Giacobbe

– La storia di Giuseppe (il popolo Ebraico in Egitto)

Dopo la Creazione dell’Universo, del Mondo e dell’Uomo, il racconto della Genesi si sofferma sulla caduta del Genere umano con il peccato originale e la cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre. Con la caduta del Genere umano inizia la storia umana caratterizzata dalla presenza del male che pervade ogni aspetto della vita umana, al punto che la corruzione dello spirito umano porta Dio alla decisione di sterminare tutto il genere umano con un Diluvio universale, salvando solo il Patriarca Noè, i suoi familiari e una coppia delle specie animali. Così recita il testo dei capitoli 6 – 9 del Genesi:

Genesi – Capitolo 6

Figli di Dio e figlie degli uomini

[1]Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, [2]i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. [3]Allora il Signore disse: «Il mio spirito non resterà sempre nell’uomo, perché egli è carne e la sua vita sarà di centoventi anni».[4]C’erano sulla terra i giganti a quei tempi – e anche dopo – quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi.

  1. Il Diluvio

La corruzione dell’umanità

[5]Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni disegno concepito dal loro cuore non era altro che male. [6]E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo. [7]Il Signore disse: «Sterminerò dalla terra l’uomo che ho creato: con l’uomo anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito d’averli fatti». [8]Ma Noè trovò grazia agli occhi del Signore.[9]Questa è la storia di Noè. Noè era uomo giusto e integro tra i suoi contemporanei e camminava con Dio. [10]Noè generò tre figli: Sem, Cam, e Iafet. [11]Ma la terra era corrotta davanti a Dio e piena di violenza.[12]Dio guardò la terra ed ecco essa era corrotta, perché ogni uomo aveva pervertito la sua condotta sulla terra.

Preparativi del diluvio

[13]Allora Dio disse a Noè: «E’ venuta per me la fine di ogni uomo, perché la terra, per causa loro, è piena di violenza; ecco, io li distruggerò insieme con la terra. [14]Fatti un’arca di legno di cipresso; dividerai l’arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori. [15]Ecco come devi farla: l’arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza. [16]Farai nell’arca un tetto e a un cubito più sopra la terminerai; da un lato metterai la porta dell’arca. La farai a piani: inferiore, medio e superiore.[17]Ecco io manderò il diluvio, cioè le acque, sulla terra, per distruggere sotto il cielo ogni carne, in cui è alito di vita; quanto è sulla terra perirà. [18]Ma con te io stabilisco la mia alleanza. Entrerai nell’arca tu e con te i tuoi figli, tua moglie e le mogli dei tuoi figli. [19]Di quanto vive, di ogni carne, introdurrai nell’arca due di ogni specie, per conservarli in vita con te: siano maschio e femmina. [20]Degli uccelli secondo la loro specie, del bestiame secondo la propria specie e di tutti i rettili della terra secondo la loro specie, due d’ognuna verranno con te, per essere conservati in vita. [21]Quanto a te, prenditi ogni sorta di cibo da mangiare e raccoglilo presso di te: sarà di nutrimento per te e per loro». [22]Noè eseguì tutto; come Dio gli aveva comandato, così egli fece.

Genesi – Capitolo 7

[1]Il Signore disse a Noè: «Entra nell’arca tu con tutta la tua famiglia, perché ti ho visto giusto dinanzi a me in questa generazione. [2]D’ogni animale mondo prendine con te sette paia, il maschio e la sua femmina; degli animali che non sono mondi un paio, il maschio e la sua femmina. [3]Anche degli uccelli mondi del cielo, sette paia, maschio e femmina, per conservarne in vita la razza su tutta la terra. [4]Perché tra sette giorni farò piovere sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti; sterminerò dalla terra ogni essere che ho fatto». [5]Noè fece quanto il Signore gli aveva comandato.[6]Noè aveva seicento anni, quando venne il diluvio, cioè le acque sulla terra. [7]Noè entrò nell’arca e con lui i suoi figli, sua moglie e le mogli dei suoi figli, per sottrarsi alle acque del diluvio. [8]Degli animali mondi e di quelli immondi, degli uccelli e di tutti gli esseri che strisciano sul suolo [9]entrarono a due a due con Noè nell’arca, maschio e femmina, come Dio aveva comandato a Noè.[10]Dopo sette giorni, le acque del diluvio furono sopra la terra; [11]nell’anno seicentesimo della vita di Noè, nel secondo mese, il diciassette del mese, proprio in quello stesso giorno, eruppero tutte le sorgenti del grande abisso e le cateratte del cielo si aprirono. [12]Cadde la pioggia sulla terra per quaranta giorni e quaranta notti. [13]In quello stesso giorno entrò nell’arca Noè con i figli Sem, Cam e Iafet, la moglie di Noè, le tre mogli dei suoi tre figli: [14]essi e tutti i viventi secondo la loro specie e tutto il bestiame secondo la sua specie e tutti i rettili che strisciano sulla terra secondo la loro specie, tutti i volatili secondo la loro specie, tutti gli uccelli, tutti gli esseri alati. [15]Vennero dunque a Noè nell’arca, a due a due, di ogni carne in cui è il soffio di vita. [16]Quelli che venivano, maschio e femmina d’ogni carne, entrarono come gli aveva comandato Dio: il Signore chiuse la porta dietro di lui.

L’inondazione

[17]Il diluvio durò sulla terra quaranta giorni: le acque crebbero e sollevarono l’arca che si innalzò sulla terra. [18]Le acque divennero poderose e crebbero molto sopra la terra e l’arca galleggiava sulle acque. [19]Le acque si innalzarono sempre più sopra la terra e coprirono tutti i monti più alti che sono sotto tutto il cielo. [20]Le acque superarono in altezza di quindici cubiti i monti che avevano ricoperto.[21]Perì ogni essere vivente che si muove sulla terra, uccelli, bestiame e fiere e tutti gli esseri che brulicano sulla terra e tutti gli uomini. [22]Ogni essere che ha un alito di vita nelle narici, cioè quanto era sulla terra asciutta morì.[23]Così fu sterminato ogni essere che era sulla terra: con gli uomini, gli animali domestici, i rettili e gli uccelli del cielo; essi furono sterminati dalla terra e rimase solo Noè e chi stava con lui nell’arca.[24]Le acque restarono alte sopra la terra centocinquanta giorni.

Genesi – Capitolo 8

L’abbassamento delle acque

[1]Dio si ricordò di Noè, di tutte le fiere e di tutti gli animali domestici che erano con lui nell’arca. Dio fece passare un vento sulla terra e le acque si abbassarono. [2]Le fonti dell’abisso e le cateratte del cielo furono chiuse e fu trattenuta la pioggia dal cielo; [3]le acque andarono via via ritirandosi dalla terra e calarono dopo centocinquanta giorni. [4]Nel settimo mese, il diciassette del mese, l’arca si posò sui monti dell’Ararat. [5]Le acque andarono via via diminuendo fino al decimo mese. Nel decimo mese, il primo giorno del mese, apparvero le cime dei monti.[6]Trascorsi quaranta giorni, Noè aprì la finestra che aveva fatta nell’arca e fece uscire un corvo per vedere se le acque si fossero ritirate. [7]Esso uscì andando e tornando finché si prosciugarono le acque sulla terra. [8]Noè poi fece uscire una colomba, per vedere se le acque si fossero ritirate dal suolo; [9]ma la colomba, non trovando dove posare la pianta del piede, tornò a lui nell’arca, perché c’era ancora l’acqua su tutta la terra. Egli stese la mano, la prese e la fece rientrare presso di sé nell’arca. [10]Attese altri sette giorni e di nuovo fece uscire la colomba dall’arca [11]e la colomba tornò a lui sul far della sera; ecco, essa aveva nel becco un ramoscello di ulivo. Noè comprese che le acque si erano ritirate dalla terra. [12]Aspettò altri sette giorni, poi lasciò andare la colomba; essa non tornò più da lui.[13]L’anno seicentouno della vita di Noè, il primo mese, il primo giorno del mese, le acque si erano prosciugate sulla terra; Noè tolse la copertura dell’arca ed ecco la superficie del suolo era asciutta. [14]Nel secondo mese, il ventisette del mese, tutta la terra fu asciutta.

L’uscita dall’arca

[15]Dio ordinò a Noè: [16]«Esci dall’arca tu e tua moglie, i tuoi figli e le mogli dei tuoi figli con te. [17]Tutti gli animali d’ogni specie che hai con te, uccelli, bestiame e tutti i rettili che strisciano sulla terra, falli uscire con te, perché possano diffondersi sulla terra, siano fecondi e si moltiplichino su di essa».[18]Noè uscì con i figli, la moglie e le mogli dei figli. [19]Tutti i viventi e tutto il bestiame e tutti gli uccelli e tutti i rettili che strisciano sulla terra, secondo la loro specie, uscirono dall’arca. [20]Allora Noè edificò un altare al Signore; prese ogni sorta di animali mondi e di uccelli mondi e offrì olocausti sull’altare. [21]Il Signore ne odorò la soave fragranza e pensò: «Non maledirò più il suolo a causa dell’uomo, perché l’istinto del cuore umano è incline al male fin dalla adolescenza; né colpirò più ogni essere vivente come ho fatto.[22]Finché durerà la terra, seme e messe, freddo e caldo, estate e inverno, giorno e notte non cesseranno».

Genesi – Capitolo 9

Il nuovo ordine del mondo

[1]Dio benedisse Noè e i suoi figli e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite la terra. [2]Il timore e il terrore di voi sia in tutte le bestie selvatiche e in tutto il bestiame e in tutti gli uccelli del cielo. Quanto striscia sul suolo e tutti i pesci del mare sono messi in vostro potere. [3]Quanto si muove e ha vita vi servirà di cibo: vi do tutto questo, come gia le verdi erbe. [4]Soltanto non mangerete la carne con la sua vita, cioè il suo sangue. [5]Del sangue vostro anzi, ossia della vostra vita, io domanderò conto; ne domanderò conto ad ogni essere vivente e domanderò conto della vita dell’uomo all’uomo, a ognuno di suo fratello.[6]Chi sparge il sangue dell’uomo dall’uomo il suo sangue sarà sparso, perché ad immagine di Dio Egli ha fatto l’uomo. [7]E voi, siate fecondi e moltiplicatevi, siate numerosi sulla terra e dominatela».[8]Dio disse a Noè e ai sui figli con lui: [9]«Quanto a me, ecco io stabilisco la mia alleanza coni vostri discendenti dopo di voi; [10]con ogni essere vivente che è con voi, uccelli, bestiame e bestie selvatiche, con tutti gli animali che sono usciti dall’arca. [11]Io stabilisco la mia alleanza con voi: non sarà più distrutto nessun vivente dalle acque del diluvio, né più il diluvio devasterà la terra».[12]Dio disse: «Questo è il segno dell’alleanza, che io pongo tra me e voi e tra ogni essere vivente che è con voi per le generazioni eterne. [13]Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sarà il segno dell’alleanza tra me e la terra. [14]Quando radunerò le nubi sulla terra e apparirà l’arco sulle nubi [15]ricorderò la mia alleanza che è tra me e voi e tra ogni essere che vive in ogni carne e noi ci saranno più le acque per il diluvio, per distruggere ogni carne. [16]L’arco sarà sulle nubi e io lo guarderò per ricordare l’alleanza eterna tra Dio e ogni essere che vive in ogni carne che è sulla terra».[17]Disse Dio a Noè: «Questo è il segno dell’alleanza che io ho stabilito tra me e ogni carne che è sulla terra»1.

LE MISURE DELL’ARCA DI NOE’

Il testo del Genesi narra che Dio decide di sterminare il genere umano salvando solo il Patriarca Noè con i suoi familiari e coppie di animali per permettere il ripopolamento del mondo. Nei suoi dialoghi con Noè, Dio chiede espressamente al Patriarca di costruire un’arca, cioè un’imbarcazione galleggiante, in cui salvarsi la vita durante il Diluvio, preservando anche quella degli animali. Dio chiede a Noè di costruirla secondo le misure di 300 cubiti di lunghezza per 50 cubiti di larghezza e 30 di altezza; sulla base delle conoscenze desumibili dalle fonti storiche antiche, legate alla storia della scienza antica, sappiamo con certezza che tra le misure di lunghezza in uso nell’Antichità presso i popoli del Vicino oriente il cubito presentava le seguenti unità di conversione:

Unità di misura lunghezza metri (m) centimetri (cm)
Cubito ebraico 0,4445 m 44,45 cm
Cubito ebraico lungo 0,518 m 51,8 cm
Cubito ebraico corto 0,38 m 38 cm
Cubito egizio 0,447 m 44,7 cm
Cubito reale egizio 0,523 m 52,3 cm
Cubito sumerico di Nippur 0,5186 m 51,86 cm
Cubito babilonese 0,495 m 49,5 cm
Cubito romano 0,444375 m 44,4375 cm

Sfruttando le informazioni disponibili le misure dell’Arca espresse in m diventano

Unità di misura Lunghezza (m) Larghezza (m) Altezza (m)
Cubito ebraico 300 · 0,4445 = 133,35 50 · 0,4445 = 22,225 30 · 0,4445 = 13,335
Cubito ebraico lungo 300 · 0,518 = 155,4 50 · 0,518 = 25,9 30 · 0,518 = 15,54
Cubito ebraico corto 300 · 0,38 = 114 50 · 0,38 = 19 30 · 0,38 = 11,4
Cubito egizio 300 · 0,447 = 134,1 50 · 0,447 = 22,35 30 · 0,447 = 13,41
Cubito reale egizio 300 · 0,523 = 156,9 50 · 0,523 = 26,15 30 · 0,523 = 15,69
Cubito sumerico Nippur 300 · 0,5186 = 155,58 50 · 0,5186 = 25,93 30 · 0,5186 = 15,558
Cubito babilonese 300 · 0,495 = 148,5 50 · 0,495 = 24,75 30 · 0,495 = 14,85
Cubito romano 300 · 0,444375 = 133,3125 50 · 0,444375 = 22,21875 30 · 0,444375= 13,33125

 

ANALISI DELLE MISURE

– occorre innanzitutto riflettere sul fatto che, sulla base dei dati disponibili, non è possibile dire con certezza quale fosse la misura del cubito cui può fare riferimento l’autore del testo (presumibilmente composto tra il VI e il V sec. a.C.), considerando il fatto che lo stesso testo poteva fare riferimento ad una tradizione orale più antica (anche di oltre mille anni).

– in linea di principio per valutare le misure dell’Arca si possono escludere il cubito romano e il cubito egizio, poiché l’autore non avrebbe operato nella sfera di influenza della cultura tecnica egizia e l’influenza romana era ancora assente nell’epoca di redazione del testo.

– la valutazione può apparire coerente con l’unità di misura impiegata direttamente dagli Ebrei per le misure di lunghezza che è pari al cubito generale (0,4445 m), cubito lungo (0,518 m) o cubito corto (0,38 m).

– la valutazione del cubito lungo ebraico di 0,518 m è molto prossima al cubito sumerico di 0,5186 m per cui le due misure sono affini

– in alcuni testi biblici è testualmente citata la misura del cubito babilonese posta pari a 0,52 m (cioè una misura arrotondata del cubito sumerico e molto prossima al cubito reale egizio, ma sembra un’ipotesi non del tutto attendibile)

– la misura del cubito lungo ebraico di 0,518 m è citata nel testo di Ezechiele 40:5 (in cui espone le misure del Tempio nella sua visione); libro che fu composto all’incirca nello stesso periodo (tra il VI e il V sec. a.C.)

Sulla base delle informazioni desumibili dagli studi realizzati in passato è possibile, quindi, ipotizzare che la fonte più attendibile per la misura del cubito in uso nel testo biblico sia di 0,518 m, essendo citata nello stesso testo di Ezechiele. Sulla base di questi dati risulta che le misure approssimate dell’Arca sono date dalla seguente tabella

Unità di misura Lunghezza m Larghezza m Altezza m
Cubito ebraico lungo 300 · 0,518 = 155,4 50 · 0,518 = 25,9 30 · 0,518 = 15,54

 

LUNGHEZZA ARCA m 155,4 circa

LARGHEZZA ARCA m 25,9 circa

ALTEZZA ARCA m 15,54 circa

FINE PRIMA PARTE

GIUSEPPE BADALUCCO © ASPIS 2017

 

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